Il confronto arricchisce sempre. Ancor di più con chi la pensa diversamente da noi perché ci porta a vedere le cose anche da un altro punto di vista o a prendere in considerazione aspetti che non avremmo mai considerato, lati che sarebbero rimasti al buio della propria quotidianità e delle proprie abitudini. Così, magari, anche per l’altra persona con cui si dialoga, nel rispetto e nella piena consapevolezza di non voler soverchiare le convinzioni di chicchessia. Mi piace conoscere punti di vista diversi, senza avere la presunzione che esista un «meglio» e un «peggio», sapendo che la visione di ognuno di noi è una visione parziale legata alla nostra esperienza e al nostro essere. Le valutazioni sull’opportunità o meno di fare o dire qualcosa spettano a noi, solo a noi e alla nostra coscienza.
Il blog per me è in gran parte questo: un luogo di confronto, di conoscenza, di esibizionismo (of course!) verbale soprattutto; un piccolo angolo di cyberspazio in cui essere liberi di dialogare senza paure e senza falsi moralismi. Cerco spesso il confronto con le altre persone. In genere i dialoghi si esauriscono dopo pochi messaggi, nel momento esatto in cui si rendono conto che non sono qui in cerca di incontri, sesso telefonico o quant’altro né tantomeno invio foto né mi faccio vedere. Quasi una blasfemia per la morale corrente e le abitudini moderne. E, sinceramente, un forte contrasto anche con il mio essere maliziosa ed esibizionista fino al midollo, come si può ben capire anche dai racconti della mia quotidianità che riporto qua, fedelmente. Molti pensano che siano storie inventate, probabilmente anche perché non si sono presi la briga di leggere qualcosa di me, di chi sia, di cosa cerchi. E non concepiscono che possa scrivere e mettere in piazza episodi vissuti realmente. Pace. Io sono qui, diretta e reale.
Da alcuni ricevo frasi risibili a cui è inutile replicare, con chicche che ometto per non far ridere chi leggerà questo post che voglio, invece, faccia pensare. Già! Pensare. Quel meraviglioso verbo così in disuso e che racchiude un mondo dentro: il mettersi in confronto con se stessi, con la propria anima, cercare di capire. Nel mondo di oggi in cui tutto è dovuto, tutto dev’essere palese, tutto dev’essere a portata di mano e a cui si dà una doppia valenza: quella reale e quella virtuale. Tanti confondono i nuovi media e i social in generale come un gioco o un posto in cui tutto è lecito. Per carità, sono l’ultima persona al mondo che può pensare a attività censorie di qualsiasi tipo. Quando ho iniziato a scrivere il blog, l’ho fatto, forse, anche per dialogare con me stessa, per mettermi in gioco e, perché no, mettermi in mostra. Come faccio quasi tutti i giorni. Ma qui metto in mostra la mia anima, il mio essere, non il mio corpo. Di questo ne possono godere o schifare chi mi incontra tutti i giorni, i miei colleghi, amici, conoscenti o anche semplicemente chi mi incrocia anonimamente per le strade del centro e non, calcate quasi quotidianamente. Qui cerco confronto, aperto, sincero, schietto. E sinceramente mi aspettavo una maggior partecipazione femminile che, invece, rimane silente a «lurkare». E me ne dispiaccio non perché abbia velleità lesbo (come avrete capito dai racconti, sono etero), ma perché mi piacerebbe avere feedback (e, perché no, critiche) anche da più punti di vista femminili.
Solo una ragazza mi ha contattata da poco tempo e abbiamo iniziato un bellissimo dialogo fatto di consigli, critiche, suggerimenti e complicità anche riguardo aspetti molto privati delle rispettive vite, nel massimo rispetto reciproco della privacy e delle proprie sfere personali. Libere di dirsi di tutto e di consigliarsi di tutto e su tutto. E di criticarsi, per migliorarsi. So che ci sono ragazze che leggono il blog, mi piacerebbe avere anche i loro contributi. Cerco sempre di migliorarmi e molto di questo processo passa dal confronto con gli altri. Quindi, se mi leggete, fatevi avanti, facciamo due chiacchiere, conosciamoci meglio. La mia mail è pubblica e la trovate qui sul blog. Nel frattempo mi concedo una piccola deriva privata e ringrazio W.P. (non sono le sue iniziali, ma le iniziali del nickname con cui l’ho conosciuta) per il preziosissimo aiuto e per le indicazioni che mi ha dato, facendomi conoscere anche aspetti della sessualità (etero, non equivocate, lo siamo entrambe) finora ignorati o, comunque, sottovalutati e di cui parlerò a breve qui sul blog. Grazie di cuore, mia (unica, finora) cyber-amica.